Ecco in versione cartacea l'articolo di Fulvio Panzeri dedicato al libro di Guin.
martedì 14 luglio 2009
lunedì 13 luglio 2009
L'amore imperdonabile
Così si intitola il nuovo romanzo di Giuseppe Guin, edito da Book Editore. Ne parla Fulvio Panzeri sulle "colonne" del sito de La Provincia, citando tra l'altro il mio "conte" quale "ottimo esordio". Ma torniamo a Guin: il suo romanzo l'ho solo cominciato, 3 capitoli e niente più. Di solito non parlo di un libro se non dopo l'ultima pagina, ma stavolta mi va di fare un'eccezione. Sì, mi pare proprio che il romanzo meriti molto. Mi riprometto di tornarci su quando l'avrò finito. sabato 11 luglio 2009
HateLove
giovedì 9 luglio 2009
Circa, ovvero la carta moschicida
Rileggendo il mio post precedente, in relazione ai "32 MQ di mare circa": ma il "circa" è relativo al mare (in effetti quello non è proprio un mare vero, è un "quasi"); o ai 32 MQ, che magari proprio proprio esatti non sono? In ogni caso, spunta l'artista, che fin dal titolo si diverte a seminare dubbi come si conviene alla categoria. Proprio come in uno dei testi più inquietanti di Robert Musil, pubblicato in "Pagine postume pubblicate in vita", dove la precisione della descrizione è minata alla base da quel "all'incirca" alla prima riga. Alla faccia delle scienze esatte, della possibilità, per non dire il dovere, di misurare ogni cosa col righello. E pensare che il buon Robert era un ingegnere... A seguire ecco l'incipit, il testo ve lo consiglio tutto intero. [ccalz]
«La carta moschicida Tangle-foot è lunga all'incirca trentasei centimetri e larga ventuno; è spalmata di una materia viscosa tossica e gialla, e proviene dal Canada. Se una mosca vi si posa - non per avidità ma per conformismo, perché ve ne sono già attaccate tante altre - resta presa dapprima per l'estrema falange ricurva di tutte le sue zampette. Sensazione lieve, inquietante, come quella che si proverebbe camminando nel buio a piedi nudi, e inciampando all'improvviso in qualcosa che altro non è ancora se non una resistenza indefinibile, morbida e calda, in cui fluisca già a poco a poco l'orrore di essere umana, di rivelarsi una mano messa lí chi sa come per artigliarci con le sue cinque dita sempre piú percepibili". [...]
«La carta moschicida Tangle-foot è lunga all'incirca trentasei centimetri e larga ventuno; è spalmata di una materia viscosa tossica e gialla, e proviene dal Canada. Se una mosca vi si posa - non per avidità ma per conformismo, perché ve ne sono già attaccate tante altre - resta presa dapprima per l'estrema falange ricurva di tutte le sue zampette. Sensazione lieve, inquietante, come quella che si proverebbe camminando nel buio a piedi nudi, e inciampando all'improvviso in qualcosa che altro non è ancora se non una resistenza indefinibile, morbida e calda, in cui fluisca già a poco a poco l'orrore di essere umana, di rivelarsi una mano messa lí chi sa come per artigliarci con le sue cinque dita sempre piú percepibili". [...]
Niente mare?
mercoledì 8 luglio 2009
Sempre cioccolato: e pensare che...

... nel lontano 2004 - ben prima di pubblicare il mio romanzo, nemmeno il pensiero avevo - ho scritto un racconto dedicato al cioccolato. Era un concorso della Novi, nome che agli amanti del genere dice molto. L'ho scritto proprio per vincere la mia natura di refrattario, mi sono detto: se riesco a scrivere di e sul cioccolato vuol dire che posso scrivere su qualunque argomento. Morale, era una sfida. Il mio racconto è stato segnalato e ovviamente mi hanno spedito a un bel regalo: una confezione maior - praticamente uno zaino - di cioccolato di ogni forma dimensione e ripieno. Moglie e figli se la ricordano ancora.
martedì 7 luglio 2009
Il "conte" in biblioteca
La biblioteca comunale di Bottanuco - comune in provincia di Bergamo dove parecchi anni fa ho pure fatto una supplenza - consiglia "Il sorriso del conte". Il mio romanzo si piazza alle spalle dei numeri primi di Giordano e subito prima di "Cioccolato amaro" di Lesley Lokko. Dopo quanto ho scritto sul cioccolato in questi giorni, era il minimo che mi potesse capitare... Qui trovate l'elenco dei volumi segnalati. lunedì 6 luglio 2009
Cioccolato: lo sapevo
Confessando che non mi piace il cioccolato ho suscitato un discreto vespaio: sono stato rimproverato, invidiato (dai golosi), invitato ad andare dal medico, o quasi. Per fortuna ho ricevuto anche un po' di solidarietà: da Valentina che non ama le ciliegie, e da M., che l'anguria non la gradisce proprio. A chi mi ha proposto di fondare un gruppo di non amanti del cioccolato su FB rispondo che per il momento non me la sento di sfidare i fanatici della divina tavoletta. Magari più in là, vedremo.domenica 5 luglio 2009
Cioccolato: la 1ª volta che faccio coming out
Ci ho messo un po' a decidermi, ma questo segreto mi sta rovinando. Preferisco vuotare il sacco, anche se non so come la prenderete. Ma ormai ho deciso, quindi: non mi piace il cioccolato, in alcuna forma, profumo e colore. Niente! I dolci a quel gusto li scanso, il gelato pure. Ho cercato in Internet per trovare un qualsivoglia gruppo che mi possa tutelare dall'ira funesta dei consumatori appassionati. Forse ho sbagliato giro, ma non ho trovato niente e soprattutto nessuno. Mi sento solo, magari pure accerchiato. Potrei fondare un gruppo, ma che sugo c'è a essere l'unico membro? Se per caso conoscete qualcuno che ha il mio stesso problema, vi prego di segnalarmelo. Grazie.sabato 4 luglio 2009
Uomini di carta
martedì 30 giugno 2009
La sedia perfetta
Dopo la biblioteca perfetta, ecco la sedia che ti viene dietro come un cagnolino. Nella civilissima Olanda hanno pensato alle biblioteche, che teneri che sono! In Italia, invece, questa specialissima seduta è l'ideale per alcuni politici di professione, senza scordare gli abbonati ai consigli di amministrazione con prebenda. Direi successo garantito. Il video dimostrativo è più chiaro di ogni discorso.lunedì 29 giugno 2009
1ª prosciutto crudo
Quando ero piccolo, gli affettati in casa erano il prosciutto cotto, il salame (soprattutto) e la pancetta. Del crudo non sospettavo l'esistenza fino a quando, un certo giorno - non ero piccolo, nemmeno grande, ero in un'età priva di categoria certa - si va fuori a mangiare. Arriva il menu e leggo, con sorpresa, prosciutto crudo. Come, crudo? Mai sentito, mai assaggiato. Lo chiedo e i miei mi guardano malissimo: "Veniamo al ristorante e tu ordini un affettato?". Ho capito, ma per me era una novità assoluta. Morale, tengo duro, crudo e basta. Arriva il piatto e comincio a mangiare. Sennonché andò che, tra curiosità e fame, mi son fatto un boccone troppo grosso, poi il crudo di sa che ha dei maledetti filetti di grasso che non riesci a mandarli giù: risultato, un bolo in bocca fuori portata. Dovendo pur far finta di mangiare, ero osservato speciale, ogni tanto mettevo in bocca una nuova fetta, peggiorando la situazione. A un certo punto, l'inevitabile: lo sputo del megaboccone, di nascosto, ma cosa vuoi, vengo beccato al volo. E qui comincia la ramanzina: "Ma bravo, ordini il crudo e poi lo sputi, noi a casa non lo compriamo perché costa troppo, tu invece guarda qui che schifo, che vergogna…". A un certo punto il prosciutto crudo è comparso anche in casa, ma tempo dopo, come minimo ero alle medie. Ricordo che se ne comprava mezzo etto alla volta, per dire il lusso, di più magari a Natale.
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Sono nato a Bergamo nel 1958. Ho insegnato nelle scuole superiori e sono stato titolare di un’impresa nel settore multimediale.
Attualmente lavoro per un’azienda
del settore quotidiani. Sposato
con Marina, ho due figli, Chiara e
Marco. Nel 2004 ho vinto il premio Galbiate (Lc) per un racconto, dal quale -su sollecitazione di Andrea Vitali- è nato